Ho iniziato a fare questo mestiere quasi per gioco, quando nel settembre del 1990 un mio amico, ed oggi collega, mi presentò al suo titolare. Erano i tempi in cui imparare a fare il fotografo era molto più difficile di oggi se si pensa che, prima di imparare a scattare una fotografia, si doveva imparare ad inserire la pellicola nella fotocamera stando peraltro bene attento a non esporla eccessivamente alla luce. Soprattutto se la pellicola in questione era la 6 x 6 da dodici pose da inserire in un corpo macchina Hasselblad. Per non parlare inoltre delle molto maggiori difficoltà nel "governare" la luce se si tiene conto del fatto che il massimo della sensibilità ISO utilizzabile nelle foto di matrimonio e di cerimonia in genere era di 400. Che dire? Davvero tutto un altro mondo rispetto a quello di oggi, nel quale alcuni corpi macchina permettono di scattare a ISO 10200 ed anche oltre, con un rumore digitale davvero risibile rispetto al caro vecchio rullino Fuji ISO 1600.
Più o meno lo stesso discorso si potrebbe fare per la produzione video dove si è passati dall'uso di videocamera, batteria a spalla e U-Matic (videoregistratore a spalla di una ventina di chili) alla mirrorless, e dalla centralina (un insieme di macchinari che occupava praticamente un vano e costava quasi quanto un appartamento) alla workstation con software in cloud.
Nel mezzo di questo passaggio vi è stata la rivoluzione digitale. Una vera e propria sfida per un fotografo professionista perchè, se da un lato vi è stata una decisa riduzione dei costi, dall'altro ha reso profani ed amatori del mestiere sempre più capaci di scattare una buona fotografia. Di qui la responsabilità del fotografo professionista, il quale per continuare a stare sul mercato non può più accontentarsi di fornire al cliente una "buona fotografia". Alcuni sedicenti professionisti pensano di sopravvivere a questa sfida lavorando praticamente sotto costo, ma alla lunga poco potranno contro l'esercito di amatori rampanti che l'avvento della fotografia digitale ha scatenato.
Tornando a me, dopo lunghi e faticosissimi anni di gavetta, nel 2011 inauguro lo studio fotografico Arte e Immagine. Una sfida particolarmente difficile specie se affrontata in un periodo di piena crisi economica, ma anche affascinante perchè sin da allora ero e sono conscio che, nel bene o nel male, tutto dipende solo da me.